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Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Regioni, CAV, Laboratori di controllo

FAQ

In questa sezione trovi le domande più frequenti

Come posso mettermi in contatto con un CAV?

I CAV fanno spesso capo ai Dipartimenti di Emergenza Accettazione (DEA) di alcuni grandi ospedali italiani ma essendo in grado di fornire assistenza specialistica tramite contatto telefonico, possono essere contattati da tutto il territorio nazionale (anche dall’estero). I CAV riconosciuti in Italia dal Ministero della Salute e dalle Regioni di appartenenza sono 10. Consulta il seguente sito per maggiori informazioni

Cosa devo fare se io, un mio familiare, un mio collega ecc. ci siamo esposti pericolosamente ad un prodotto nocivo?

In caso di probabili o sospette esposizioni a prodotti pericolosi, rivolgersi ai Centri Antiveleni (CAV) tenendo a portata di mano, se possibile, la confezione o almeno saper riferire il marchio, il nome commerciale e il volume della confezione. Inoltre, sulle etichette (sul retro) dei prodotti chimici pericolosi è presente il codice alfanumerico UFI a 16 cifre (es. 23ES-34FG-67HJ-78TT). Segnalalo quando chiami il CAV, potrebbe velocizzare l’intervento del medico.

I prodotti chimici pericolosi subiscono dei controlli post-marketing in Italia?

Si, esiste un sistema di controlli ufficiali per l’attuazione dei regolamenti (CE) n. 1907/2006 (REACH) e n.1272/2008 (CLP) ed è prevista la pianificazione dei controlli attraverso  l’emanazione annuale del Piano Nazionale di Controllo (PNC) da parte del Ministero della Salute in collaborazione con il Gruppo tecnico interregionale REACH – CLP, il Centro nazionale delle sostanze chimiche, prodotti cosmetici e protezione del consumatore dell’Istituto superiore di sanità e la Rete dei laboratori ufficiali di controllo. Il Piano viene elaborato sulla base: 1) delle indicazioni provenienti dal Forum dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA), dalla Commissione europea e dai risultati delle attività di controllo degli anni precedenti; 2) delle conoscenze epidemiologiche ed analisi del contesto territoriale ed ambientale; 3) delle analisi di rischio delle attività territoriali per l’identificazione di priorità e programmi di visite ispettive congiunte tra due o più Stati membri; 4) delle indicazioni provenienti dai Centri antiveleni (CAV) e dalle allerte del sistema europeo Safety Gate sui prodotti di consumo pericolosi. Le attività di controllo analitico su sostanze, miscele e articoli sono condotte dalla Rete dei laboratori ufficiali di controllo, individuati dalle Regioni e PP.AA. che possono eseguire le analisi dei campioni prelevati durante le attività di controllo. Per saperne di più consultare il sito di riferimento

Cosa fare se l’imballaggio di un prodotto può trarre in inganno il consumatore

Se l’imballaggio di un prodotto è fuorviante e può indurre il consumatore in errore - ad esempio se un prodotto pericoloso somiglia a un alimento o a una bevanda (come un detergente confezionato in modo simile a una merendina o a una bibita) - è possibile segnalare il caso alle autorità competenti.
Il consumatore può:

  • contattare l’Ufficio Prevenzione del Ministero della Salute attraverso il sito ufficiale: www.salute.gov.it
  • oppure rivolgersi all’Autorità competente regionale.

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